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Cloud Ibrido: per il 91% delle aziende è modello IT ideale

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Il cloud ibrido è il modello IT ideale per il 91% delle aziende

Una nuova ricerca mostra che interoperabilità del cloud e mobilità delle app sono tra i principali vantaggi del cloud ibrido.
I risultati del primo report globale evidenziano che le aziende prevedono di incrementare l’utilizzo del cloud ibrido: per il 90% (Italia) il cloud ibrido è il modello IT ideale ma, ad oggi, solo il 24% conferma di aver adottato tale modello.
I risultati rivelano, inoltre, che la mobilità delle applicazioni su qualsiasi cloud è una priorità per il 96% degli intervistati. Una percentuale poco inferiore, invece, afferma che tale soluzione contribuirebbe a “risolvere molti dei problemi attuali”.
Quando è stato chiesto di elencare in ordine di importanza i vantaggi principali del cloud ibrido, l’interoperabilità tra diversi tipi di cloud (29%) e la possibilità di spostare le applicazioni tra diversi cloud (10 %) hanno superato nettamente il costo (6%) e la sicurezza (9%) come vantaggi principali.

In ambienti dove l’agilità e la trasformazione digitale giocano ruoli importanti, i team IT sono consapevoli che gli ambienti di runtime per le applicazioni enterpise mutano costantemente.
La necessità è di una maggiore orchestrazione e mobilità delle applicazioni in tutti gli ambienti cloud, poiché si desidera flessibilità per spostare le app sul cloud “giusto” in modo più dinamico.

Le imprese italiane e il cloud

Rispetto ai piani per il futuro, su un periodo da 1 a 2 anni, se le aziende italiane rispetteranno i piani indicati, il loro utilizzo dei data center tradizionali scenderà ben al di sotto delle medie, a favore dell’utilizzo di servizi di cloud ibrido, privato e molteplici cloud pubblici, con una penetrazione rispettivamente del 48%, 20% e 20%.
In linea con le aziende degli altri paesi coinvolti nella ricerca, che considerano la sicurezza dei dati e la conformità legislativa come il principale vantaggio offerto dal cloud pubblico, le imprese italiane citano un TCO ridotto (20%) al secondo posto.

Si stima che entro due anni l’utilizzo del cloud ibrido raddoppierà mentre quello del multicloud aumenterà di oltre sette volte nello stesso periodo di tempo.
L’Italia, come la maggior parte degli altri Paesi, apprezza molto gli aspetti di sicurezza e conformità del cloud computing e li considera i principali criteri per decidere quale infrastruttura cloud debba ospitare i carichi di lavoro.
Di seguito altri significativi risultati evidenziati nel report:
Il cloud ibrido risponde meglio alle esigenze aziendali rispetto al solo cloud pubblico, incluso il prezzo: il 77% degli intervistati ha affermato che il cloud ibrido sta avendo effetti positivi sulle loro aziende, mentre il 42% di utenti di cloud ibrido ha riportato che tutte le esigenze sono state soddisfatte rispetto al 37% degli utenti di un unico cloud pubblico.

Non solo, le aziende che utilizzano il cloud pubblico spendono il 24% del loro budget IT annuale sul cloud pubblico. Forse però la cosa più sorprendente è che solo il 6% delle aziende che utilizzano il cloud pubblico ha rispettato il budget, mentre il 35% (quasi sei volte in più) ha superato il budget nell’utilizzo delle risorse di cloud pubblico.

La sicurezza è l’elemento principale per stabilire i carichi di lavoro: il 75% degli intervistati identifica la sicurezza dei dati e la conformità con le normative come fattori principali per stabilire dove posizionare i propri carichi di lavoro. Seguono le prestazioni con il 62%, la semplicità di gestione al 53% e il costo al 52%.

In conclusione, le aziende scelgono sempre più spesso infrastrutture cloud ibride poiché permettono una maggiore mobilità e interoperabilità delle applicazioni.
Mentre l’avvento del cloud pubblico ha aumentato l’efficienza IT in alcune aree, le funzionalità del cloud ibrido rappresentano il passo successivo nell’offrire la libertà di fornire e gestire dinamicamente le applicazioni in base alle esigenze aziendali.

 

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